Aprire un negozio online è un business che sta prendendo sempre più piede perché i costi di gestione sembrano apparentemente più bassi rispetto ad una vendita al banco in un negozio normale. Inoltre grazie alla diffusione delle tecnologie, milioni di persone acquistano direttamente online costringendo le varie aziende che praticavano la vendita esclusivamente in negozio, ad aprirsi allo sviluppo di siti e-commerce. Attenzione però, perché non è tutto oro quello che luccica, infatti aprire un negozio online, e sopratutto promuoverlo e gestirlo, ha tutta una serie di aspetti sia economici che legati alle competenze necessarie, che vanno tenuti in considerazione prima di procedere.

Quanto costa vendere online

Vendere online costa e non poco, quantomeno se si ha l’obiettivo di essere competitivi e di posizionarsi come leader di un determinato settore. Chi pensa di buttarsi nel commercio elettronico senza aver alle spalle un budget sostanzioso e soprattutto una strategia di web marketing pianificata a dovere è meglio che non parta neanche. Non basta infatti aprire un sito e-commerce per iniziare a vendere, ma bisogna promuoverlo e comunicarlo a dovere, altrimenti nessuno visiterà il sito e nessuno acquisterà i prodotti.

Oltre al costo dello sviluppo del sito e-commerce ed al costo delle attività di web-marketing per promuoverlo, bisogna anche fare i conti con tutti gli obblighi fiscali che ne derivano. La prima cosa da fare è quindi rivolgersi al commercialista di fiducia affinchè quantifichi il totale di tasse da pagare, oltre ai costi di apertura della partita IVA o di una società.

Generalmente possiamo riassumere le spese per l’apertura di un e-commerce in questi punti fondamentali:

  • Apertura partita IVA;
  • Pagamento del diritto camerale annuale;
  • Acquisto e pagamento annuale del dominio del sito nonché dello spazio di hosting (a partire da 69 € + iva);
  • Realizzazione del sito (a partire da 2.500 € + iva);
  • Adeguamento sulla dichiarazione dei redditi;
  • Versamento dei contributi INPS (a partire da 720 € a trimestre);
  • Canone fisso del commercialista (a partire da 1.600 €/anno + imposte in caso di società);
  • Costi pubblicitari per la promozione del sito attraverso i motori di ricerca e i social (a partire da 1.000 € + iva / mese).

Cosa è meglio vendere sul web

Oramai il mondo del commercio si sta spostando in modo irreversibile verso la compravendita online. I beni che possiamo trovare sono innumerevoli, dalla tecnologia agli alimenti (anche freschi), dai capi di abbigliamento ai viaggi. Ma soprattutto online sono presenti numerosi player che hanno ormai una riconoscibilità, ed un’affidabilità consolidata agli occhi degli utenti, tanto da essere considerati quasi dei monopolisti in determinati settori.

Se si è in una fase di startup e non si vuole andare a competere con i grandi colossi che hanno una presenza già consolidata sul web, il consiglio è quello di individuare una nicchia di mercato e di puntare su quella. Solo una volta che avrete creato il vostro brand ed avrete acquisito credibilità agli occhi dei vostri acquirenti potrete decidere di alzare l’asticella e di iniziare a competere anche con i “big player” rivendendo gli stessi brand famosi che vendono anche loro. Restando in tema di “credibilità” un consiglio che possiamo darti è quello di inserire un tool di assistenza per i clienti dopo l’acquisto, poichè mette in mostra il vostro impegno nel risolvere qualsiasi problematica riscontrata nell’acquisto fino all’arrivo del prodotto al cliente.

Autorizzazioni e normative per vendere online

In primis bisogna fare la differenza tra commercio elettronico diretto ed indiretto, per poter verificare se conviene effettivamente avviare l’attività online. La differenza sta non nell’uso di dispositivi elettronici per la vendita ma nel fatto che questo commercio si svolge senza il contatto diretto tra il venditore e il cliente. Quindi avrai a che fare con un commercio elettronico diretto quando la vendita di merce virtuale o di prestazioni avvengono tramite dispositivi elettronici, che rispettino la norma della Direttiva 2002/38/CE. Inoltre il commercio elettronico diretto è regolato dalla norma europea 1777/2005 che ingloba tutte le prestazioni di compravendita mediante dispositivi elettronici.

A questa direttiva ad esempio sono conformi tutti quei siti di e-commerce molto famosi come eBay o Subito.it.
Invece nel commercio elettronico indiretto la vendita dei beni avverrà sempre tramite internet ma usandolo come intermediario a prescindere dalla tipologia di bene. Inoltre affinchè tu possa effettuarlo dovrai adempire ai regimi fiscali della partita IVA.

Una normativa a cui si è obbligati a prescindere dal tipo di mercato che si intende svolgere online è quella sulla privacy, la gestione e il trattamento dei dati personali degli utenti, nonché il diritto dell’utente stesso a richiedere la cancellazione del proprio account in qualsiasi momento. Inoltre sono in vigore tutte le leggi restrittive come i divieti e limitazioni che hanno il compito di tutelare l’utente che acquista su internet.

Esistono anche altre normative sui doveri fiscali dell’e-commerce espletati dal decreto legislativo 185/1999 come ad esempio l’obbligo di mostrare sul sito web il numero di partita IVA rispettando il D.P.R. del 5 Ottobre 2001 n.404.

Vendere online senza partita IVA

La legge stabilisce che l’apertura della partita IVA per quanto concerne la vendita online è obbligatoria solo se la stessa vendita o prestazione remunerativa non costituisce un evento occasionale. Per cui nel caso di vendita saltuaria si può aprire un e-commerce senza essere oppressi dalla pressione fiscale. Il dato sulla prestazione occasionale e saltuaria di vendita non è quantificato dal non superamento di 5000 euro annui di reddito ma semplicemente dallo svolgimento della prestazione sporadicamente. Naturalmente bisognerà comunque dichiarare al fisco i ricavi dovuti al commercio occasionale nella parte “altri redditi” per la tassazione IRPEF. Nel caso di un’attività di e-commerce con una vendita non occasionale, fondata su un progetto imprenditoriale, dovrai per forza aprire la partita IVA.

Negozio online in franchising, dropshipping e vendita di prodotti freschi

La possibilità di aprirsi un negozio online in Franchising nasce dall’idea di dare l’opportunità a chiunque voglia mettersi in proprio senza la preoccupazione di affrontare grossi rischi o grossi investimenti. Si tratta di aprire un vero e proprio sportello di vendita di una tipologia di articoli di un brand che mette a disposizione la possibilità di aprire un attività di franchising, e che si accolla tutte le spese pubblicitarie. Inoltre questo tipo di attività di e-commerce si abbina al sistema del Dropshipping cioè quella di non avere uno stock di magazzino proprio. In questo caso il brand del franchising si occuperà della spedizione della merce a nome dell’utente affiliato che ha in gestione l’e-commerce, e il titolare si occuperà essenzialmente della gestione degli ordini, della permanenza sulle pagine dei social network e del rapporto e assistenza ai clienti. Di solito non sono richieste competenze particolari dato che il brand si occupa delle incombenze principali. Non si è vincolati ad orari di lavoro particolare perché la gestione è autonoma. Di norma c’è un investimento minimo da effettuare in base alla grandezza del franchising e il contratto di solito prevede una durata minima di due anni con possibilità di riscattare il sito e continuare la vendita intestandoselo. Di solito i guadagni oscillano intorno al 25-50% del prezzo, garantendo un buon ritorno economico.

Un’attenzione particolare merita la vendita dei prodotti freschi in quanto non risulta essere una cosa molto semplice online. Bisogna tenere conto delle scadenze e delle tempistiche poiché è merce che si deteriora col tempo, e della tipologia di imballaggio e spedizione. Non è di certo il prodotto ideale per chi è alle prime armi con un’attività e-commerce.

Aprire un negozio online gratis

Ebbene sì, è possibile aprire un’attivita di e-commerce gratuitamente e quindi senza necessariamente procedere allo sviluppo di una piattaforma proprietaria. Sembrerebbe un controsenso che una Web Agency parli della possibilità di fare a meno dei propri servizi ma come abbiamo già spiegato in questo post su Facebook tante volte, prima di imbarcarsi in un’impresa che potrebbe risultare fallimentare, è meglio effettuare dei test per capire la recettività e la competitività del mercato. E per farlo perchè non utilizzare delle soluzioni gratuite?

Blomming

Ci sono inoltre alcuni siti come Blomming, che ti permettono di creare l’attività online desiderata in pochi semplici passaggi anche senza avere particolari competenze web. Blomming è gratuito e semplice da utilizzare e le vetrine create possono anche essere integrate su altri blog e sui social. Tutto quello che dovrai fare è andare sul sito di Blomming, registrarti creandoti l’account gratuito e cliccare successivamente su “Apri il tuo Shop”. Dopo di che compila il form e clicca su “Crea il mio Shop”. La tua attività online è praticamente avviata, e potrai iniziare a cimentarti nella vendita caricando tutti i beni destinati al commercio, seguendo sempre i form di compilazione che il sito ti mette a disposizione.

Storeden

Un’altra soluzione per aprire un negozio online gratis potrebbe essere Storeden, una piattaforma 100% made in Italy, che vi permetterà in pochi semplici click di configurare il vostro store in maniera completamente gratuita.

Aprire un negozio su Ebay

Per aprire un negozio su eBay bisogna tenere conto di alcuni criteri che ti elenchiamo qui di seguito. Se hai intenzione di aprire un negozio base allora innanzitutto devi verificare che il tuo account ebay sia collegato ad un conto PayPal. Per aprire un negozio Premium, oltre alla verifica dell’account, bisognerà ottenere un punteggio riferito al venditore non inferiore ai 4.4 sul negozio base precedentemente aperto, in tutte le 4 aree nella durata annuale. Infine esiste il negozio Premium Plus che oltre alla verifica dell’account e a PayPal bisogna ottenere un punteggio non inferiore ai 4.6 sempre durante i 12 mesi in tutte le aree.

Basta recarsi sul sito eBay e seguire le procedure guidate, compilare i vari campi con le informazioni richieste e il tuo negozio sarà aperto nel giro di qualche minuto. Poi sta a te portare il tuo negozio ad ottimi regimi di lavoro creando le inserzioni pubblicitarie, e aumentando le visite del tuo negozio. Può essere un’occupazione part-time o anche full time. Dipende sempre dalla tua volontà e dal tuo impegno.

Vendere su Amazon

La vendita su Amazon è semplice e riassumibile in 4 passi:

  • Accedi su Amazon e crea il tuo account come venditore;
  • Carica la merce da vendere;
  • Curati della spedizione dei prodotti ai clienti;
  • Ricevi il pagamento.

Naturalmente a tutto questo servirà completare le informazioni del tuo account venditore inserendo i tuoi dati bancari per le transazioni, recapiti telefonici, dati dell’azienda e le informazioni sui titolari. Inoltre Amazon ti permette di usufruire del suo apparato logistico e di distribuzione senza costi fissi, ma dovrai comunque attenerti ad un tariffario imposto dal portale per lavorare con loro.

Vendere su Etsy

Etsy costituisce probabilmente i futuro del commercio online perché permette di lavorare con loro soltanto adeguandosi a tre piccole tariffe:

  • 17 centesimi di euro su un’inserzione pubblicitaria;
  • il 3,5% della transazione;
  • il 4% sulla gestione del pagamento.

Inoltre offre anche un servizio di assistenza e formazione per diventare venditori di successo. Etsy non è attualmente all’avanguardia come il potente colosso Amazon ma si sta facendo strada e non è escluso che tra qualche anno diventerà il principale concorrente.

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